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No alla petrolizzazione, si al Parco della Costa Teatina

È necessario prestare attenzione alla qualità della vita, attraverso una pianificazione urbanistica adeguata.

Importante in questo ambito il discorso sul “Parco nazionale della costa teatina”, come sul Parco Marino Torre del Cerrano (già istituito), quello del Piceno, la Riserva del Borsacchio, il Corridoio Verde previsto dal QRR ormai da oltre 20 anni.

Tutti progetti e programmi che se realizzati migliorerebbero la qualità dell’ambiente e scongiurerebbero l’insediamento di strutture industriali come il centro oli di Ortona, e potrebbero rappresentare un valore aggiunto della nostra Regione nel campo del turismo (Torre del Cerrano in un anno ha fatto registrare 100.000 presenze), dell’agricoltura, dell’artigianato.

Se si cancellasse la previsione del Parco, come proposto da taluni esponenti del centro destra, si eliminerebbero i 20 milioni previsti dal FAS destinati al potenziamento delle infrastrutture all’interno delle aree protette della costa teatina.

Vogliamo definire la perimetrazione del Parco con i Sindaci, nella linea di quanto fatto dal centro sinistra nella scorsa legislatura, lavoro vanificato dal centro destra, che alimenta gli equivoci e i timori della comunità locale per interessi che nulla hanno a che vedere con quelli reali delle popolazioni e dei territori.

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