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Un nuovo modello di welfare

Dobbiamo avviare programmi che mettano al centro il cittadino, promuovendo un sistema che non si limiti a contrastare situazioni di disagio, ma promuova nuovi standard di benessere. Pertanto occorre attuare:

- Un Piano triennale di contrasto alla povertà: una rete di protezione di base, promuovendo l’istituzione di un Reddito di Solidarietà Attiva, rivolto alle persone che si trovano in condizioni di indigenza;

- La definizione dei livelli essenziali di assistenza rispondenti a un territorio, quello abruzzese, molto diverso tra zone interne e quelle della costa;

- Un Piano sociosanitario rispondente alle esigenze del territorio; il riordino degli Ambiti territoriali;

- L’istituzione della figura del Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, l’istituzione della figura del Garante per i diritti dei disabili, figura ancora poco conosciuta su tutto il territorio nazionale.

L'Abruzzo dei Diritti

Per una comunità sana, coesa, solidale è necessario un cambio di rotta nell'azione

dell'amministrazione regionale in materia di diritti. Al centro dell'attenzione di chi sarà chiamato a guidare la nostra Regione dovranno esserci i diritti degli abruzzesi: dei “nuovi” abruzzesi di origine straniera, degli abruzzesi detenuti nei penitenziari della Regione, delle coppie abruzzesi, eterosessuali e omosessuali, di tutti i nostri corregionali troppo spesso relegati nell'ombra della marginalità sociale ed economica, anche a causa della disattenzione degli amministratori pubblici.

Per questo non è più rinviabile l'adozione di misure volte a favorire l'integrazione dei nuclei familiari di origine straniera nelle nostre comunità locali, così come non può essere ignorata l'esigenza di misure indirizzate a combattere le discriminazioni che troppo spesso si consumano, tanto per disattenzione della pubblica amministrazione, quanto per un malinteso concetto di cittadinanza, fondato sulla rivalità e sul rancore sociale, invece che sul buon senso e su di un’idea di comunità aperta e inclusiva.

La Regione Abruzzo che desideriamo è una terra in cui non c'è spazio per alcun tipo di discriminazione, che sia fondata sulla nazionalità, sull'etnia, sulla fede religiosa, sull'orientamento sessuale.

Allo stesso modo, non c'è più tempo da perdere sulla designazione del Garante regionale dei diritti dei detenuti, da troppo tempo attesa nella disattenzione generale e nonostante la drammatica condizione delle nostre carceri, di vera e propria violazione dei diritti fondamentali, così come più volte sottolineato dalle massime istituzioni nazionali e sovranazionali.

L'Abruzzo che sogniamo di costruire nei prossimi anni è la Regione dei diritti: moderna, solidale, inclusiva.

Pari Opportunità

Il nuovo Abruzzo deve dare pari opportunità e pari dignità a tutti: donne, giovani, anziani, portatori di handicap.

Le pari opportunità sono tali se davvero danno a tutti i cittadini le stesse occasioni di sviluppo personale. La cosiddetta “questione di genere” non deve essere limitata e circoscritta alle varie Commissioni, ma deve diventare una materia dirimente per una Regione ad alto tasso di disoccupazione femminile e a poca rappresentatività nelle Istituzioni regionali e negli enti locali.

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